Storia del giornale

“L’ideatore di questo giornale fu il capitano Francesco De Renzis, che aveva tentato con scarso successo il genere teatrale. Egli si associò nell’iniziativa due provetti giornalisti che si trovavano al seguito della vagante capitale, Giovanni Piacentini, redattore della Gazzetta ufficiale, e Giuseppe Augusti Cesana, direttore del Corriere italiano. Affidarono la direzione del quotidiano a un giovane, Baldassarre Avanzini, che si era fatto conoscere per una serie di articoli di schietta vena umoristica, pubblicati su Il Barbiere, giornaletto ch’ebbe vita effimera. Tale è la versione data da Ferdinando Martini in <Confessioni e Ricordi>; viceversa il Cesana ne attribuisce la paternità a Piacentini, a se stesso la scelta de titolo ispirato dall’<Ettore Fieramosca> del d’Azeglio e la direzione iniziale a Pietro Coccoluto Ferrigni. Il Fanfulla uscì a Firenze il 16 giugno 1870 e qui rimase oltre un anno già apprezzato dopo pochi numeri e poi seguito dal seguente crescente interesse dei lettori per il brio e la corretta spigliatezza degli articoli, per la ben dosata molteplicità degli argomenti che lo distinguevano dalla grigia monotonia dei giornali contemporanei e per i modi cortesi usati nella polemica. Luigi Cesana, figlio di Giuseppe Augusto, che ne fu per qualche tempo l’amministratore, racconta che già nel giugno del 1870 aveva realizzato 1260 abbonamenti che valsero ad assicurargli l’esistenza, cui non avrebbe certo potuto provvedere il capitale sociale di appena novecento lire.

Contribuirono al rapido successo per qualche mese le corrispondenze sulla guerra franco-prussiana presentate da un punto di vista nettamente francofilo. Era un giornale di idee moderate ma l’Avanzini seppe mantenere, nei primi anni, una linea d’indipendenza politica non rifuggendo, all’occorrenza, dal criticare l’atteggiamento della Destra o l’opera del governo. Ciò non toglie tuttavia che fosse tacciato dai giornali di opposta opinione di servilismo verso il partito al potere. La parte di varietà non fu mai trascurata, però solamente nell’estate del 1871 ebbe notevole sviluppo alla maniera dei giornali francesi e inglesi per ispirazione del Martini, il quale con lo pseudonimo di Fantasio, di Fox oppure di Hettorre intraprese, e continuò sempre più intensamente, una collaborazione che riscosse vivi consensi. Ricordiamo in specie le rubriche <Tra un sigaro e l’altro>, <Giorno per giorno> e <Biblioteca del Fanfulla>, dove egli trattava, in articoli di una o due colonne, in modo piacevolissimo, con quella sua prosa toscana, argomenti di cultura e di attualità. Dopo l’avvento della sinistra al potere la difesa che l’Avanzini fece del partito vinto e la presa di posizione verso la nuova classe dirigente portarono il giornale su una linea di esasperato conservatorismo che gli alienò molti lettori e gli creò qualche difficoltà economica. I fondatori non riuscirono più a mantenere l’accordo sull’indirizzo politico; il De Renzis e il Martini lasciarono la redazione e il Fanfulla, perduto quel tono di serenità e di misura che lo aveva reso gradito, decadde lentamente.

La maggioranza delle azioni venne poi acquistata da un intraprendente finanziere, Ernesto Oblieght, concessionario fin dall’inizio della parte pubblicitaria per la quale sborsava un canone annuo di 24 mila lire, che ne fece un foglio ministeriale. Secondo la Serao (Corriere di Roma, 31 ottobre 1886) e il Bernardini, l’Avanzini potè nel 1882 riscattarlo dall’Oblieght il quale, dopo averlo ceduto alla società finanziaria francese Fremy-Bontoux era stato costretto a rivenderlo in Italia con altri 5 quotidiani di sua proprietà, tra cui, di opposta tendenza, il Bersagliere e Il Diritto. In seguito la direzione passò a Pietro Coccoluto Ferrigni e nel 1899 a Cesare Facelli.

Dal 1879 pubblicò come supplemento però con propria numerazione il Fanfulla della domenica che ebbe lunga e meritata fortuna. Questo settimanale per il solo a. 1891 non uscì a sé e comparve invece nelle p. 2 e 3 del quotidiano, conservando testata, anzianità e numerazione. Dal 23-24 agosto, n. 229 al 27-28 dicembre, n. 353 il suo titolo figura a p.1 sotto quello del quotidiano. Nella 2a edizione del 9 dicembre 1899, n. 333 il Fanfulla annunciava la chiusura.”

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